Automobilista premiato per non aver mai usato il clacson in 18 anni

Automobilista premiato per non aver mai usato il clacson in 18 anni

Un automobilista indiano è stato premiato con per non aver suonato il clacson neppure una volta negli ultimi 18 anni. Per quanto il rumore dei clacson possa sembrare una cosa normale in molte città, potrebbe sembrare che dare un premio a chi non lo usa possa sembrare esagerato: l’India però è ben nota per il caos delle sue strade e per l’uso quasi costante del clacson dell’auto. Dipak Das, un automobilista di Kolkata, crede però che l’India possa cambiare, e diventare un luogo di strade tranquille e silenziose. “Le persone devono imparare su quanto sia nocivo questo inquinamento acustico”, ha detto l’automobilista Vijay Agarwal intervistato in un articolo di Forbes, “Tutto ruota attorno all’impazienza dei conducenti”. “Penso che se un automobilista segue questa ‘guida senza clacson’, diventa più attento durante la guida. Se un guidatore ha il senso dello spazio, della velocità e dei tempi, non ha bisogno di usare il clacson”, ha detto l’uomo ai giornalisti, aggiungendo che quando i passeggeri gli chiedono di usare il clacson, rifiuta educatamente e dice loro che non è una soluzione al...
Passa 3 anni su una palma

Passa 3 anni su una palma

L’uomo, identificato come Gilbert Sanchez, aveva apparentemente lasciato la sua casa per vivere in cima ad una plama, tre anni fa, dopo essere stato colpito in testa con una pistola, durante una lite. Sua madre ricorda che era così spaventato che qualcuno venisse a ucciderlo, che si è convinto che l’unico modo per rimanere in vita era salire sull’albero più alto che poteva trovare e rimanere lì. Ed è proprio quello che stava facendo negli ultimi tre anni, sopravvivendo solo grazie al cibo e all’acqua che la madre lo ha portato ogni giorno, e che l’uomo portava su nel suo rifugio con una corda improvvisata. Nemmeno le tempeste, il caldo bruciante o gli insetti lo hanno mai convinto a...
Vietate le zucche per Halloween: studente intaglia ananas

Vietate le zucche per Halloween: studente intaglia ananas

Un campus dell’Ohio ha deciso di vietare le classiche zucche intagliate lo scorso Halloween. La cosa non è stata presa bene da alcuni studenti, ma un giovane ha trovato un modo curioso per aggirare il divieto: intagliare un ananas. Alex Schwarz, studente dell’università di Akron, ha pubblicato una foto del suo ananas su Twitter. “C’è una regola contro le zucche nel mio dormitorio, ma non dice niente degli ananas”, ha scritto Alex su twitter. Lo studente poi ha detto in un successivo tweet che l’ananas non ha a impressionato il responsabile del dormitorio, che avrebbe buttato fuori il suo frutto di Halloween. Alex ha deciso di prenderla come una cosa personale, postando poi foto di un “esercito di mele” intagliate per la festa. Schwarz ha scritto che aveva intenzione di continuare, provando con peperoni o teste di lattuga. L’università ha spiegato che il divieto non è destinato a combattere lo spirito di Halloween, ma è piuttosto una misura mirata a prevenire infestazioni di insetti e di roditori. Anche se secondo qualcuno stonerebbe il fatto che un club della scuola ha tenuto un concorso di scultura di zucche solo pochi giorni...
Ecco la ricetta delle scoregge

Ecco la ricetta delle scoregge

Un gruppo di scienziati è riuscito a riprodurre il perfetto odore di scoreggia. Ecco la ricetta delle scoregge Da tempo si cerca una soluzione per risolvere l’imbarazzante problema delle scoregge, che sono in grado di farci fare figuracce epiche. Un gruppo di scienziati ha deciso di iniziare questo studio ricreando in primis delle scoregge artificiali in tutto e per tutto uguali a quelle reali, cercando poi un sistema per riuscire a neutralizzarle. Sono stati messi insieme in laboratorio ceppi comuni di diverse specie di batteri per sviluppare una ricetta che fosse in grado di ricreare un odore realistico di scoregge. Dapprima sono stati scelti dei batteri anaerobici, che rappresentano un ampio spettro, da una collezione internazionale di colture riconosciute. Successivamente sono stati incubati in un vaso anaerobico. Dopo 24 ore il coperchio è stato rimosso e l’odore è stato valutato da uno specialista di microbiologia clinica. Dopo diversi test e numerose prove olfattive (immaginate che divertimento per i poveri scienziati), è stata finalmente individuata la combinazione perfetta. Si tratta di Bacteroides fragilis ATCC 25285, Clostridium difficile ATCC 700057 e Fusobacterium necrophorum ATCC 25286, scelta in quanto aveva un odore appropriato. Grazie a questa scoperta sarà possibile adesso fare ulteriori ricerche per elaborare delle misure efficienti per neutralizzare il cattivo odore delle emissioni di gas...
Bier Yoga: fare yoga bevendo birra

Bier Yoga: fare yoga bevendo birra

Qui non si vuole discutere che la pratica dello yoga rechi giovamento al corpo e all’anima. Che distenda i muscoli, aiuti la meditazione e ci consenta, per sovrappiù, di fare pace con noi stessi. Ma perdonate l’ardire, noi crediamo che fare yoga bevendo birra sia molto meglio. Del resto la tendenza sta diventando planetaria, da Berlino, dov’è stata inventata da un gruppo di stravaganti geek (ossessionati) della birra e sostenitori dei benefici arrecati dallo yoga, è arrivata perfino in Australia, dove il numero di praticanti è ormai cospicuo. Il gruppo si chiama BierYoga e dichiara di avere alle spalle un centinaio di anni di pratica e tradizione. E noi ci crediamo senza nemmeno discutere. “Bier yoga è divertente, ma non è uno scherzo” – dice il fondatore del gruppo, Jhula – “riteniamo che lo spirito dello yoga e il piacere di bere una birra aiutino la ricerca del più alto livello di coscienza raggiungibile.” Ciononostante, non serve avere maturato esperienze particolari per praticare il Bier Yoga, basta portarsi un tappetino apposito o un asciugamani. Ma come funziona il beer yoga, cosa cambia dalla pratica tradizionale dell’antica disciplina indiana? Non molto, in realtà, le posizioni dello yoga vengono assunte con l’ausilio (o ostacolo) di una bottiglia di birra. Va da sé che di tanto in tanto è ammesso sorseggiare: aiuta la meditazione, stimola l’intelletto e la percezione della coscienza superiore. Forse libera anche i chackra, anzi: sicuramente li...
La partita più lunga del casinò entra nel Guinness dei primati

La partita più lunga del casinò entra nel Guinness dei primati

Molti di voi sicuramente hanno giocato o conoscono persone con l’abitudine di giocare online. Nessuno però ha avuto la costanza e la dedizione del giocatore statunitense Phil Laak. L’impresa di Mister Laak è balzata agli onori della cronaca durante l’estate del 2010 per via della sua inusuale durata. Stiamo parlando di una sfida nella sfida, quella cioè di battere il record mondiale per il gioco di poker più lungo della storia del casinò. Ad ospitare l’evento è stato il noto casinò Bellagio di Las Vegas. La partita per Phil Laak è durata per la precisione 79 ore e 45 minuti. Per quanto riguarda i record di una partita bisogna ricordare che il precedente primato era stato stabilito nel 1994 al casinò del Connecticut. Successivamente invece Paolo Zimbler a Londra aveva giocato per ben 78 ore, ma la cosa non era stata resa ufficiale e quindi per quelle che sono le regole stabilite, la partita non era entrata tra i primati. Per quanto riguarda il record stabilito da Phil Laak bisogna capire che dietro questa maratona c’è stato un allenamento e una preparazione molto...
Pagina 1 di 1512345...10...Ultima »